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Il nome del figlio – Trama e Recensione

Il nome del figlio – Introduzione

Diretto da Francesca Archibugi, Il nome del figlio è una commedia italiana del 2015 . Il film si ispira ad un grande successo francese, teatrale e cinematografico : Le Prénom (Cena tra amici).

Il nome del figlio – Trama

Il film ruota tutto intorno a una cena che coinvolge quattro persone imparentate tra loro e un carissimo amico di famiglia. La cena sembra trascorrere in allegria e armonia tra una risata e una pacca sulla spalla, ma una notizia romperà l’equilibrio.

La novità riguarda la scelta del nome per il nascituro che la coppia composta da Paolo e Simona ha rivelato al resto dei commensali. Tale scelta, unita alle ideologie di tutti i presenti e alla preoccupazione per le ripercussioni che il nome “pesante” potrebbe avere sul piccolo, infiamma la serata e crea una serie di discussioni feroci che fino a pochi istanti prima apparivano impensabili. Le discussioni cambieranno in seguito argomento senza però calare d’intensità.

Nell’ormai caotica cena verranno infatti: rievocati vecchi rancori, messe in discussione scelte e valori, svelati segreti importanti, dette scomode verità, evidenziati problemi familiari etc. Ingredienti perfetti che trasformeranno una cena tranquilla in una vera e propria “arringa”.

Il nome del figlio – Recensione

Il tentativo di adattare “cena tra amici” ad un contesto più casareccio non diventa una copia rapida e mal riuscita del successo francese ma si dimostra un lavoro interessante e gradevole.

Nel nome del figlio i caratteri e le idee dei presenti alla cena appaiono fin dalle prime battute molto diversi e suscitano curiosità nello spettatore.

Abbiamo Paolo (Alessandro Gassmann), agente immobiliare di successo e incurabile burlone pregno di autostima e voglia di scherzare;

Simona (Micaela Ramazzotti), moglie di Paolo nonché rozza scrittrice romana di discutibili qualità artistiche;

Betta (Valeria Golino), sorella di Paolo ma anche moglie e madre infelice e accondiscendente nei confronti dell’attuale vita;

Sandro (Luigi Lo Cascio), filosofo e uomo di cultura immerso nel suo mo

ndo, incapace di capire sua moglie Betta;

infine Claudio (Rocco Papaleo), amico di famiglia e personaggio eccentrico che non si conforma alle mode e agli stili di vita convenzionali .

La scelta del nome del figlio nascituro annunciato da Paolo cambia le sorti della cena che abbandona così improvvisamente la strada delle convenzioni sociali e intraprende quella del dibattito senza censura.

Francesca Archibugi ci mostra in modo molto semplice e fresco come grazie alla rabbia la ragione venga offuscata e porti le persone a sfornare parole e pensieri che sarebbero altrimenti rimasti rinchiusi ed inespressi.

Il dibattito sul nome è solo la scintilla che dà vita a un’esplosione che coprirà ben più vasti ambiti. La cena si trasforma in una guerra dove le parole diventano proiettili e i commensali soldati. La parte più intima dei personaggi è scavata con abilità e precisione dal regista che fa arrivare allo spettatore anche le più celate sfumature del carattere dei protagonisti.

Il nome del figlio – Conclusioni

Il nome del figlio non annoia e che con l’avanzare dei minuti ci invoglia a voler conoscere sempre di più la storia dei personaggi e l’esito della lite. Affermati attori d’esperienza impreziosiscono ulteriormente il lavoro del regista.

L’amore, definito da molti il più forte dei sentimenti, riuscirà anche stavolta con l’aiuto del perdono a ristabilire l’armonia? Ad ogni spettatore il compito di scoprirlo.

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