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Inferno

Ron Howard e l’inferno di Dan Brown

Dopo l’ anteprima mondiale a Firenze al teatro dell’opera e il trailer proiettato su una fontana d’acqua costruita  sull’Arno, il terzo film della fortunata trilogia, inferno, è uscito giovedì 13 Ottobre 2016.

Il libro, per chi lo ha letto, ha una trama che tiene sospeso dall’inizio alla fine con molti colpi di scena come è solito aspettarsi dal celebre Dan Brown.

Trama di Inferno

Il professor Robert Langdon si risveglia da un trauma cranico in una clinica a Firenze. Insieme ad una dottoressa di straordinarie capacità deve riuscire a scovare per mezzo della simbologia Dantesca il luogo in cui è stato nascosto un virus potenzialmente mortale che verrà rilasciato entro 24 ore.

Inferno di Ron Howard
Una scena del film

Recensione

Inferno, il film, a discapito del libro però un po’ delude.

Ovviamente parliamo di un film ben assortito con inquadrature perfette fatte da uno dei registi più bravi del mondo, quindi ovviamente vale la pena guardarlo!

C’è però da dire che un po’ si distanzia dagli altri due.

Innanzitutto c’è poco mistero, poca simbologia l’azione prevarica su tutto rendendo il film si più movimentato ma meno intrigante.

Possiamo suddividere il film in due parti:

La prima parte è la migliore, il regista cattura totalmente  l’attenzione dello spettatore utilizzando lo stratagemma del trauma cranico del protagonista e così ponendo scene in “stile onirico” visivamente spettacolari e memorabili.

La seconda parte che doveva in teoria  sviluppare la storia lasciando spazio al ragionamento e far capire allo spettatore ciò che accade invece è stata mal gestita, infatti ci sono ancora inseguimenti che a lungo andare stancano e dialoghi ridotti all’essenziale.

Inferno Firenze
Panoramica di Firenze da un’inquadratura di Ron Howard

Il rapporto dei personaggi non viene analizzato profondamente e i colpi di scena sono essenzialmente posti tutti nella parte finale e ciò crea difficoltà nel continuare a seguire la vicenda.

Differenza dal libro Ron Howard/Dan Brown

Il vero errore è il finale, il pathos creato per tutto il film che doveva sciogliersi con un finale degno di nota viene meno. Il film non segue la conclusione del libro e si dimostra banale e scontata.

La vera forza del libro, Inferno, infatti sta proprio nel finale, che fa riflettere e valutare meglio i personaggi sdoganando tutti i tabù sociali che fin dal preambolo della storia ci vengono posti.

Inferno, Robert Langdon interpretato da Tom Hanks
Robert Langdon (Tom Hanks) in una scena del film

Altra grande mancanza è la colonna sonora che differentemente degli altri film viene ridotta ad un accompagnamento e non ad un mezzo per migliorare il pathos della scena.

Film buono ma che forse delude un po’ le smisurate aspettative dell’audience.

Valutazione

Valutazione SunnyCinema

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