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L’estate addosso – Trama e Recensione

L’estate addosso

Dopo Padri e figlie uscito nel 2015 Muccino ritorna in America con il suo nuovo italo-americano L’estate addosso.

Tra commenti positivi e negativi, tra ragazzi e critica, Gabriele Muccino cerca di ritornare indietro nel tempo per raccontare la voglia di libertà e ricerca del traguardo adolescenziale.

Il traguardo adolescenziale è quella cosa che ti manca, che non sai cos’è ma la capisci solo mentre la vivi, e ti fa capire che vorresti sentirti così per tutta la vita.

Banale o non banale il succo è questo, ed è come ti fa sentire L’estate addosso.

L’estate addosso – Trama

Marco (Brando Pacitto) è un ragazzo appena diplomato un po’ in crisi esistenziale che non sa che fare nella vita.

Proprio per questo decide di partire alla volta di San Francisco per l’estate, indirizzato dal consiglio di un amico.

Prima di partire però scopre che Maria (Matilda Lutz), una sua conoscente, farà questo viaggio insieme a lui.

Maria è una ragazza che si definisce diversa da tutte le altre e al di fuori dei luoghi comuni e infatti i due avranno subito problemi a rapportarsi.

A San Francisco conoscono i due ragazzi che li ospiteranno in casa, Matt (Taylor Frey) e Paul (Joseph Haro), scoprendo la loro omosessualità.

Per loro quattro avrà così inizio un’estate indimenticabile alla ricerca della libertà, della spensieratezza e di sé stessi.

L'estate addosso, Marco e Maria
Marco e Maria in una scena del film

L’estate addosso – Recensione

È un film, anche se con tematica già sentita, che regala emozioni del tutto diverse rispetto agli occhi di chi lo guarda.

Un adolescente lo guarda da sognatore, chi ancora non si conosce. Per gli insicuri e per chi cerca qualcosa di sconosciuto è completamente un altro film rispetto a chi è già formato.

Un adulto lo guarda molto differentemente, chi con nostalgia e chi con poco interesse pensando sia una banale storia da teenagers.

C’è chi odia il non sapere e chi lo ama. Tutto sommato non si può dare un giudizio universale.

Guardiamo un attimo La ricerca della felicità (sempre di Muccino) come il suo opposto. Un uomo che ha chiarissimo chi è, cosa vuole raggiungere e lotta per quel preciso obiettivo.

Ecco la differenza con dei giovani che non sanno cosa gli manca e cosa ricercano ma corrono senza una precisa metà, e per un determinato momento trovano quel qualcosa di indefinibile.

Un’emozione particolare, un momento da ricordare, ciò che li fa cambiare dentro e che porterà in futuro a dire “Ecco, questo sono io, e non ho paura“.

È anche il film malinconico per chi vorrebbe ma non riesce a liberarsi e a prendere iniziativa. È la storia di chi è schiavo della paura di un giudizio, di un rischio e di cambiare.

Certo sarebbe stato ancor più affascinante conoscere meglio l’animo dei protagonisti ma come già detto parliamo di ragazzi, che neanche loro si conoscono molto bene e forse per qualcuno proprio per questo può sembrare banale, perché capita spesso che scordiamo di conoscerci tralasciando quindi la domanda principale, “Chi sono io?

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About Federico Verrengia

Federico Verrengia
Appassionato di cinema e videomaker. Lavoro attualmente come programmatore di computer e videomaker freelance. Canale YouTube sotto il nick di One Man che tratta video di viaggi.

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